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Prestiti per cattivi pagatori (e protestati): i passi giusti per scoprire come ottenerli

Cattivi pagatori come ricevere il prestito

E’ difficile ottenere prestiti per cattivi pagatori o protestati? In un momento storico come quello che si sta attraversando, tra la crisi economica globale e la pandemia da COVID-19, ottenere un prestito è diventata un’impresa ardua, ma per chi è classificato come cattivo pagatore può essere ancora più complesso. Ecco i passi giusti per non commettere errori e per capire se puoi ottenere il prestito per cattivi pagatori di cui hai bisogno.

Quando si diventa cattivi pagatori?

Il primo passo per ottenere un prestito consiste naturalmente nel capire in quale situazione finanziaria ci si trova.

Nonostante la definizione di “cattivo pagatore” possa apparire al limite della catastrofe, spesso si guadagna tale “titolo” non per volontà di agire in modo illecito, quanto per necessità cui non sempre si può far fronte: a volte le circostanze della vita mettono in condizione di non riuscire a rispettare le scadenze o di saldare i pagamenti così per come sono stati pattuiti. Può capitare, e questo non deve rappresentare una vergogna.

L’intermediario cui si fa richiesta di finanziamento deve necessariamente controllare la situazione finanziaria di ogni cliente e accertare che lo stesso sia in grado di rimborsare o di garantire il rimborso prima di poter accettare la richiesta di finanziamento. In pratica, quando effettua la verifica, l’intermediario indaga sulla condizione di “pagatore” del cliente. Questa è una situazione normale, di prassi, e che non deve spaventare. Si viene segnalati come cattivi pagatori principalmente quando si verificano due condizioni: 

  • essere cattivi pagatori, semplicemente. Ovvero trovarsi in una condizione in cui nel passato non si è riusciti a far fronte al pagamento di una o più rate di finanziamento secondo i termini di contratto e di conseguenza si viene iscritti in liste di utenti che le banche e gli istituti di credito esaminano prima di concedere un prestito
  • essere protestati, condizione che si verifica nel momento in cui non si è stati in grado di onorare un debito in forma di titolo di credito, ovvero quando non si accetta o ci si rifiuta di pagare una cambiale o un assegno. Il procedimento è registrato tramite protesto, un atto pubblico disciplinato dal Regio Decreto n. 1669/1933 nel caso delle cambiali e del Regio Decreto n. 1736/1933 nel caso degli assegni. Quando un titolo di credito viene protestato, si viene iscritti al registro protestati.
Verificare la condizione di cattivi pagatori

Il secondo passo prevede una verifica della propria situazione finanziaria.

Solitamente si è a conoscenza della propria situazione finanziaria, perché al momento di ritardi nei pagamenti si viene contattati o si ricevono notifiche di sollecito. Ma nel caso in cui si voglia accertare in modo definitivo della condizione in cui si versa, le prime informazioni da ottenere sono reperibili naturalmente tramite l’ente creditore che ha erogato il finanziamento, o tramite la Centrale Rischi (CR) gestita dalla Banca d’Italia, oppure tramite altri Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) privati come CRIF, Experian, CERVED, Assilea. Tali sistemi altro non sono che database che raccolgono dalle società finanziarie e dalle banche tutte le informazioni riguardanti i finanziamenti concessi, i pagamenti e le garanzie per i propri clienti, siano essi persone fisiche (cittadini privati) o giuridiche (enti, associazioni, società).

Per verificare se si è registrati come cattivi pagatori, si può accedere alle banche dati tramite richiesta su piattaforma o rivolgendosi alle filiali della Banca d’Italia o di altro ente privato. Ogni cittadino ha infatti il diritto di fare richiesta per verificare la propria situazione finanziaria e se ritrova il proprio nome segnalato in uno degli elenchi sopra citati significa che è stato registrato come cattivo pagatore.

I prestiti per cattivi pagatori o protestati sono possibili?

Una volta verificata la propria situazione, si può passare al passo successivo.

Se si viene registrati come cattivi pagatori, questo terzo passo è il più entusiasmante perché risponde alla domanda più importante: si possono ottenere prestiti per cattivi pagatori e protestati?

La domanda risulta essenziale per il richiedente per via della politica di molte banche e istituti di credito che prevede di non concedere fiducia a queste categorie di persone, che hanno dimostrato di non riuscire ad adempiere correttamente o in tempo ai pagamenti in passato, indipendentemente dalla volontà delle suddette persone di adempiere o meno ai propri obblighi finanziari.

La risposta alla suddetta domanda, tranne in alcuni casi specifici, è sì.

In primo luogo perché, fortunatamente, la condizione di cattivi pagatori e di protestati nella maggior parte dei casi non è definitiva:

  • per i cattivi pagatori: la durata di permanenza negli elenchi dei Sistemi di Informazioni Creditizia è di 36 mesi nel caso di prestito non rimborsato o con gravi morosità, ma la durata può anche essere minore: 12 mesi nel caso in cui il ritardo riguardi una o due rate, oppure 24 mesi nel caso di ritardo nel pagamento di 3 o più rate
  • per i protestati: la durata dell’iscrizione al registro protesti dura 5 anni, ma il debitore può fare richiesta di rimozione del proprio nome in caso di pagamento del titolo di credito, a patto che sia trascorso almeno un anno dall’iscrizione e che non sia sottoposto ad altri protesti nel mentre

Dunque, si può sempre fare richiesta che i propri dati vengano cancellati dalle “liste nere” delle banche dati, adducendo una motivazione adeguata, come il saldo in una rata, il rimborso del prestito, ecc ecc. E’ chiaro che non è possibile far cancellare i propri dati nel caso in cui invece essi siano corretti, ovvero se corrispondono a verità: una richiesta di cancellazione del proprio nome dalla lista dei cattivi pagatori non è presa in carico se non si è provveduto al rimborso di una rata del prestito o del prestito stesso (o comunque se non si provvede ad effettuare le operazioni atte ad eliminare il motivo per cui si è stati segnalati).

In secondo luogo, se pure si è ancora negli elenchi dei segnalati, la possibilità di vedersi concedere un prestito esiste e varia a seconda della propria situazione lavorativa e finanziaria.

Come ottenere un prestito per cattivi pagatori o se si è protestati?

Benché molti enti creditori applichino una politica dura nei confronti dei cattivi pagatori, molti altri enti sono più “morbidi” con i propri clienti, come le società di mediazione del credito.

Da non confondere con le società di consulenza del credito, le società di mediazione intervengono per fare da tramite tra il potenziale finanziatore e il richiedente. Obiettivo di tali società è quella di trovare un  accordo amichevole e vantaggioso per entrambe le parti e sono per questo di estremo aiuto per quelle persone che si trovano in rapporti controversi con gli istituti di credito riluttanti a concedere prestiti senza forti garanzie.

Sono proprio queste società di mediazione creditizie ad offrire le migliori soluzioni risolutive per chi ha necessità di liquidità e non versa in situazioni finanziarie favorevoli.

Tra le soluzioni più vantaggiose rientrano:

  • il prestito con la cessione del quinto dello stipendio o del quinto della pensione: come si evince, riguarda le persone con stipendio o con pensione. E’ una soluzione molto vantaggiosa, perché per l’ente creditore non è importante il tipo di utilizzo con cui il debitore intende sfruttare finanziamento (si può acquistare una automobile così come ristrutturare un appartamento) e perché il rimborso viene effettuato tramite trattenuta direttamente dal proprio reddito o della propria pensione, garantendo in questo modo una continuità ed una automaticità nel meccanismo di restituzione che rassicura l’ente erogatore del prestito. Inoltre il rimborso prevede rate a tasso fisso e può durare da un minimo di 2 e un massimo di 10 anni. La garanzia che viene richiesta per questo tipo di prestito, sia per pagatori puntuali che per cattivi pagatori, è un’anzianità di servizio di almeno 3 o 5 anni
  • il prestito delega: è il prestito che avviene in presenza dell’ente erogatore del finanziamento e dell’azienda presso cui lavora il soggetto che richiede il finanziamento. E’ anche detto “doppio quinto” perché ricalca la modalità della cessione del quinto dello stipendio, ma in questo caso il datore di lavoro non è obbligato ad accettare la richiesta del lavoratore. Inoltre il prestito delega è valido per i lavoratori con stipendio ma non per i soggetti in pensione (quindi è consentito il doppio quinto sullo stipendio ma non il doppio quinto sulla pensione) per via del rifiuto da parte degli enti previdenziali per accordi di questo tipo con gli istituti di credito
  • il prestito cambializzato: è il prestito che avviene “per cambiale”. La cambiale rappresenta la garanzia che propone il debitore nei confronti del creditore, che il debito verrà rimborsato. Anche se la cambiale rappresenta un un titolo esecutivo e dunque è di rapida fruibilità per l’ente creditore, quest’ultimo necessita di ulteriori garanzie per concedere il finanziamento: solitamente si tratta di soluzioni con l’assicurazione di una terza persona o di una fideiussione, in maniera tale da aggiungere un ulteriore livello di sicurezza e garanzia della restituzione del prestito.
  • il prestito da privato a privato: negli ultimi tempi, in un momento di forte crisi economica come quello che l’intero pianeta sta affrontando, recentemente in misura maggiore a causa della pandemia da Covid-19, questo tipo di prestito si sta diffondendo rapidamente. Si tratta di social lending, ovvero di prestiti tra privati gestibili da portali online. Il social lending tramite piattaforme mette in comunicazione persone che fungono da finanziatori e persone in cerca di un prestito, solitamente segnalati come cattivi pagatori o protestati, perché il processo non implica la partecipazione di banche o altri enti. Questa soluzione, benché si dimostri un ottimo modo per ottenere prestiti facilmente, non garantisce la sicurezza che un processo vagliato da banche o altri enti preposti può offrire. E’ bene quindi avvalersi sempre di una consulenza con un esperto prima di eseguire qualsiasi azione che implichi scambio di denaro online, poiché internet presenta rischi molto superiori a quelli che normalmente vengono presi in considerazione dai non addetti ai lavori
  • il prestito dell’azienda ai suoi lavoratori: è la forma di prestito che unisce il datore di lavoro e il suo dipendente. Non è molto conosciuta e non presenta grandi complicazioni: è il datore di lavoro che anticipa secondo situazioni definite lo stipendio futuro al dipendente che lo richiede. Molte aziende offrono questo servizio, che per il richiedente risulta vantaggioso, non essendo soggetto a interessi. Bisogna anche ricordare che tali tipi di prestiti sono correlati alla situazione economica in cui versa l’azienda stessa, alla sua dimensione (intesa come numero di dipendenti, disponibilità economiche e condizione societaria) ed alla politica aziendale interna

 

In conclusione è ragionevole pensare che il ventaglio delle opzioni da poter prendere in considerazione per chi desidera richiedere un prestito, sia egli presente o meno in una “lista nera” creditizia, sia tanto più ampio quanto più il soggetto sia guidato nelle scelte necessarie a riguadagnare credibilità agli occhi delle agenzie, statali o private, preposte al controllo della corretta azione di erogazione del credito.

La strada migliore da seguire è sempre quella di controllare la propria condizione creditizia preventivamente, per poter scegliere il percorso più veloce e sicuro per ottenere i fondi che si necessitano. Affidarsi ad esperti del settore è sempre consigliabile, in maniera tale da non commettere errori di forma o anche semplici errori procedurali, per evitare il rischio di ottenere i fondi in tempi relativamente troppo lunghi, o addirittura, di non ottenere affatto il finanziamento per cui si fa richiesta.

Come ultimo aspetto, è necessario sottolineare che un esperto in materia è in grado di consigliare su basi certe, perché ha esperienza (ovvero ha dovuto affrontare situazioni analoghe a quella del richiedente in passato e sa come gestirle) o perché è in grado di inquadrare la situazione del cliente ed effettuare simulazioni su quello che potrebbe essere il risultato finale dell’intera procedura. Tutte le osservazioni, le ipotesi e le condizioni devono essere esposte e spiegate chiaramente al cliente, in modo tale da renderlo partecipe in modo completo durante ogni passo che bisogna effettuare. Affidarsi è giusto, essere parte attiva del procedimento è doveroso.